Ne I promessi sposi, Alessandro Manzoni riprende la figura della “monaca di Monza”; tuttavia cambia i nomi ai personaggi (suor Virginia è chiamata nel romanzo Gertrude, il suo amante Egidio) e ne trasporta la vicenda in avanti nel tempo di alcuni anni (l’azione del romanzo si svolge tra il 1628 e il 1630, oltre vent’anni dopo).
Manzoni descrive come la giovane Gertrude venga monacata a forza, non già con la violenza, ma con una costante e sottile opera di persuasione, iniziata fin dalla sua infanzia, alla quale poco alla volta ella si piega. La relazione con Egidio è descritta con una frase divenuta proverbiale pronunciata dal Manzoni quando l’uomo per la prima volta le rivolse la parola, “la sventurata rispose”.
In seguito suor Gertrude, su richiesta di fra Cristoforo, riceve Lucia, in fuga da Lecco, e la ospita nel convento; ella le si affeziona e la protegge, ma poi cede alle pressioni di Egidio, complice dell’Innominato, la tradisce e la consegna agli sgherri di quest’ultimo.