Neppure sul sangue dei lager otterrai, / da una delle milioni d’anime della nostra nazione, / un giudizio netto interamente indignato. / Irreale è ogni idea, irreale è ogni passione / di questo popolo ormai dissociato / da secoli, la cui soave saggezza / gli serve a vivere. Non l’ha mai liberato. / Mostrare la mia faccia, la mia magrezza. / Alzare la mia sola puerile voce / non ha più senso. La viltà avvezza / a vedere morire nel modo più atroce / gli altri con la più strana indifferenza. Io muoio, e anche questo mi nuoce.”
(Pier Paolo Pasolini)